giovedì 6 dicembre 2007 Posted by Freddy at 17:43

Essere diversi vuol dire...

Sentirsi chiamare:

Sfigato
Razzista
Nazista
Portatore d'odio
Celolunghista
Celodurista
Persona di merda
Testa di cazzo
Uno che si sente superiore agli altri
Stronzo
Uno che... gli altri non capiscono un cazzo
Frustrato
Coglione
Pieno di pregiudizi (senza conoscere il significato della parola pregiudizio)
Inetto

E sicuramente molto altro di cui non ho avuto ancora il dispiacere di leggere.

Tutto questo da gente che semplicemente non e' daccordo con quello che scrivo, da gente che e' talmente idiota da pensare che mi sveglio la mattina digrignando i denti e che passo 24 ore a imprecare e a lamentarmi di quanto mi faccia schifo dublino.

Gente che pensa che passo 12 ore al giorno a scrivere sul blog o a fare foto o a scovare lo schifo nei posti piu' impensati.

Beh, sorpresa, tutto il materiale lo pesco durante il tragitto casa-ufficio e ritorno, per il resto basta aprire un quotidiano.
Non ci sono fotosafari organizzati al fine settimana, non ci sono piani a lungo termine e complotti per smerdare dublino (dublino si sporca benissimo da sola ogni giorno) e non c'e' neanche accanimento, altrimenti invece di 7-10 post al mese ce ne sarebbero 30 e farei fotosafari nei vicoli pur di scrivere qualcosa.

Grazie a tutti per avermi dimostrato calorosamente quanta intolleranza c'e' la fuori (poi il nazista sarei io).

E grazie ovviamente a chi mi sostiene.

Per chiudere positivamente ieri ascoltavo alla radio la presenzazione del budget 2008.

Il governo stima che verranno creati 72.000 posti di lavoro l'anno prossimo e che c'e' in programma tutta una serie di investimenti che coinvolgeranno infrastrutture, trasporti (potenziamento di LUAS, Commuter e intercity) e sanita'.

Sicuramente c'e' la volonta' di cambiare e di restare al passo, mi dispiace di non aver sentito nulla a proposito di aiuti a poveri e senzatetto, ma potrei essermelo perso (non ho fatto in tempo a sentire la presentazione dall'inizio).

19 comments:

*Quasar* ha detto...

Ciao! mi spiace che tu l'abbia presa cosi male, non volevo essere nostro intento darti dell'inetto, razzista ecc ecc solo che anche tu ci sei andato giu pensantino. PEnso che eri cosciente fin dal primo momento cosa sarebbe accaduto scrivendo quella lettera. Quello che io ho provato piu volte a scriverti era solo questo: a mio avviso vivi male dublino perchè provieni da un paese un po' più "civile di questo" e quando scrivo paese intendo non l'italia ma proprio il paesino di provincia. Vivi male Dublino perchè oramai ne vedi solo le cose negative (mi chiedo cosa ti ha suscitato non appena ci hai messo piede). Io sono del parere che Dublino o la si ama fin da subito o la si odia fin da subito. Su molte cose non possiamo darti torto, pero' credimi è come sputare nel piatto in cui si mangia. Io amo Dublino,ci sono ritornata dopo una grande perdita perchè in fondo ci avevo lasciato parte di me e avevo capito che oramai in Italia non mi sentivo più italiana anche se poi in fondo a Dublino ci ho vissuto per 6 mesi o poco più. Solo che una volta qua, sarà che io ho frequentato irlandesi per il 90% mi sentivo parte di questa città. Che poi manco irlandese irlandese mi sento pero' a casa so che non ci tornerei. Il mio consiglio? cerca di porre lo sguardo oltre cio' che c'è qua a Dublino che in fondo in Italia non siamo messi molto meglio, anzi.. Ci saranno molti posto migliori di questo, non lo metto in dubbio ma tu intanto vivi qua e per il momento ti tratterrai ancora per un bel po... So, non andartene via con un brutto ricordo,cerca di essere un po' più open-mind e sorridi la mattina quando esci da casa. M.


*Quasar* ha detto...

Ciao! mi spiace che tu l'abbia presa cosi male, non volevo essere nostro intento darti dell'inetto, razzista ecc ecc solo che anche tu ci sei andato giu pensantino. PEnso che eri cosciente fin dal primo momento cosa sarebbe accaduto scrivendo quella lettera. Quello che io ho provato piu volte a scriverti era solo questo: a mio avviso vivi male dublino perchè provieni da un paese un po' più "civile di questo" e quando scrivo paese intendo non l'italia ma proprio il paesino di provincia. Vivi male Dublino perchè oramai ne vedi solo le cose negative (mi chiedo cosa ti ha suscitato non appena ci hai messo piede). Io sono del parere che Dublino o la si ama fin da subito o la si odia fin da subito. Su molte cose non possiamo darti torto, pero' credimi è come sputare nel piatto in cui si mangia. Io amo Dublino,ci sono ritornata dopo una grande perdita perchè in fondo ci avevo lasciato parte di me e avevo capito che oramai in Italia non mi sentivo più italiana anche se poi in fondo a Dublino ci ho vissuto per 6 mesi o poco più. Solo che una volta qua, sarà che io ho frequentato irlandesi per il 90% mi sentivo parte di questa città. Che poi manco irlandese irlandese mi sento pero' a casa so che non ci tornerei. Il mio consiglio? cerca di porre lo sguardo oltre cio' che c'è qua a Dublino che in fondo in Italia non siamo messi molto meglio, anzi.. Ci saranno molti posto migliori di questo, non lo metto in dubbio ma tu intanto vivi qua e per il momento ti tratterrai ancora per un bel po... So, non andartene via con un brutto ricordo,cerca di essere un po' più open-mind e sorridi la mattina quando esci da casa. M.


*Quasar* ha detto...

Ciao! mi spiace che tu l'abbia presa cosi male, non volevo essere nostro intento darti dell'inetto, razzista ecc ecc solo che anche tu ci sei andato giu pensantino. PEnso che eri cosciente fin dal primo momento cosa sarebbe accaduto scrivendo quella lettera. Quello che io ho provato piu volte a scriverti era solo questo: a mio avviso vivi male dublino perchè provieni da un paese un po' più "civile di questo" e quando scrivo paese intendo non l'italia ma proprio il paesino di provincia. Vivi male Dublino perchè oramai ne vedi solo le cose negative (mi chiedo cosa ti ha suscitato non appena ci hai messo piede). Io sono del parere che Dublino o la si ama fin da subito o la si odia fin da subito. Su molte cose non possiamo darti torto, pero' credimi è come sputare nel piatto in cui si mangia. Io amo Dublino,ci sono ritornata dopo una grande perdita perchè in fondo ci avevo lasciato parte di me e avevo capito che oramai in Italia non mi sentivo più italiana anche se poi in fondo a Dublino ci ho vissuto per 6 mesi o poco più. Solo che una volta qua, sarà che io ho frequentato irlandesi per il 90% mi sentivo parte di questa città. Che poi manco irlandese irlandese mi sento pero' a casa so che non ci tornerei. Il mio consiglio? cerca di porre lo sguardo oltre cio' che c'è qua a Dublino che in fondo in Italia non siamo messi molto meglio, anzi.. Ci saranno molti posto migliori di questo, non lo metto in dubbio ma tu intanto vivi qua e per il momento ti tratterrai ancora per un bel po... So, non andartene via con un brutto ricordo,cerca di essere un po' più open-mind e sorridi la mattina quando esci da casa. M.
(riusciro' mai ad inserire sto commento??)


*Quasar* ha detto...

Ciao! mi spiace che tu l'abbia presa cosi male, non volevo essere nostro intento darti dell'inetto, razzista ecc ecc solo che anche tu ci sei andato giu pensantino. PEnso che eri cosciente fin dal primo momento cosa sarebbe accaduto scrivendo quella lettera. Quello che io ho provato piu volte a scriverti era solo questo: a mio avviso vivi male dublino perchè provieni da un paese un po' più "civile di questo" e quando scrivo paese intendo non l'italia ma proprio il paesino di provincia. Vivi male Dublino perchè oramai ne vedi solo le cose negative (mi chiedo cosa ti ha suscitato non appena ci hai messo piede). Io sono del parere che Dublino o la si ama fin da subito o la si odia fin da subito. Su molte cose non possiamo darti torto, pero' credimi è come sputare nel piatto in cui si mangia. Io amo Dublino,ci sono ritornata dopo una grande perdita perchè in fondo ci avevo lasciato parte di me e avevo capito che oramai in Italia non mi sentivo più italiana anche se poi in fondo a Dublino ci ho vissuto per 6 mesi o poco più. Solo che una volta qua, sarà che io ho frequentato irlandesi per il 90% mi sentivo parte di questa città. Che poi manco irlandese irlandese mi sento pero' a casa so che non ci tornerei. Il mio consiglio? cerca di porre lo sguardo oltre cio' che c'è qua a Dublino che in fondo in Italia non siamo messi molto meglio, anzi.. Ci saranno molti posto migliori di questo, non lo metto in dubbio ma tu intanto vivi qua e per il momento ti tratterrai ancora per un bel po... So, non andartene via con un brutto ricordo,cerca di essere un po' più open-mind e sorridi la mattina quando esci da casa. M.
... e vediamo se riesco a postare sto commento!


Freddy ha detto...

Non l'ho scritta io quella lettera: sono troppo peloso per chiamarmi "Francesca".

Dublino mi sta indifferente, ma mi girano le palle quando mi trattano da povewro immigrato deficiente e poi in ospedale i medici non si lavano le mani o quando mi guardano dall'alto in basso e non sanno che il vapore si usa per sterilizzare casa (e macchine per il vapore le ho viste pubblicizzate anche in germania e svezia, quindi non sono io italiano che sono strano).

Come ho gia' detto la mattina esco di casa sereno e la notte dormo che e' un piacere, pero' mi da' fastidio che si cerchi di distorcere la realta' dei fatti screditandomi perche' non sta bene dire che pisciano per strada o che le donne sono generalmente dei cessi.

Ho il diritto di pensarlo ma non di scriverlo?

Mi spiace, ma a me piace essere coerente: lo penso, lo dico e lo scrivo anche.

Esattamente come penso, scrivo e dico cio' che penso di chi riduce la citta' una merda tutti i santi giorni.

Anche questo fa parte della magia: perche' rovinarla con una buccia di banana quando il cestino e' giusto a 2 metri?


*Quasar* ha detto...

ci sta tutto il to ragionamento...lo facciamo lo stesso per l'italia ;)
anyway... ognuno è libero di pensare e scrivere cio' che pensa ma bisogna pur saper accettare le critiche, di qualsiasi genere. :))


Freddy ha detto...

Certo ma le critiche devono essere fondate, io non dico che Dublino fa schifo perche' non trovo la cedrata tassoni (che alcune italiane cercavano tra gli scaffali di tesco qualche mese fa :) ).

Quindi non mi si puo' dire che sono invidioso o che sono razzista.

Su che basi?

Io in fondo dico quello che molti pensano ma non hanno il coraggio di mettere nero su bianco.

E se vai in un pub gli irlandesi dicono le stesse cose che dico io, anche se frequenti forum di irlandesi ci trovi le stesse cose.

Eppure se io italiano all'estero parlo, si apre il cielo...

Scusate ma non mi sta bene. :)


*Quasar* ha detto...

:) :) :)
Ah dovevo scrivere pure io certe cose sul mio blog per avere un po' di notorietà... dai vediala cosi, sei diventato una star del web in poche ore :)))


plasmon ha detto...

Mah, come saprai bene la madre degli idioti è sempre incinta. E quel poco di orgoglio italiano che mi rimane mi porta a gioire del fatto che questo tipo di feccia (quella che si prodiga in insulti da trivio) contribuisca a insozzare l'Eire piuttosto che una qualsiasi città italiana. Sarà che qui riescono a mimetizzarsi meglio tra le chiazze di vomito.
Per quanto riguarda il discorso sul budget, succede che io conosca la persona incaricata di scrivere quel discorso stesso. Un discorso che il ministro ha rimandato al mittente più di una volta in quanto non nascondeva mai abbastanza il calo a cui l'economia irish sta andando incontro. Che la pacchia stia per finire?


RealityShow ha detto...

Forse a qualcuno ancora non e' chiaro che l'autrice della lettera su Italians e gli autori di questo sito non hanno nulla a che fare... non sappiamo piu' come dirlo, per quanto concordiamo con il contenuto della lettera, sia io (Reality Show) che Freddy abbiamo voci troppo cavernose per chiamarci Francesca... :-)


RealityShow ha detto...

per quasar: immagino che il tuo commento originale fosse rivolto ovviamente a Freddy, dato che il post e' suo, ma sottoscrivo pienamente quello che dice nel suo post.
Quando dici che si vede che veniamo da piccoli paesini di provincia ti posso dire che dal canto mio ho avuto la fortuna di abitare (non solo per un weekend) in diversi Paesi, sia in piccole citta' sia in metropoli, e in tutte le mie peregrinazioni non ho mai avuto l'impulso di scrivere di quanto un luogo fosse largamente sopravvalutato, magari sara' una coincidenza per carita', ma e' cosi'...


Antonio ha detto...

La cosa comincia ad appassionarmi eheheh ma ancora non capisco due cose: A) Perché se una persona denuncia dei problemi (manco poco evidenti) debba essere tacciata di "sputare nel piatto in cui mangia"? (considerando che io la vedo più come, a me hanno dato un piatto che io riempio con il mio lavoro quotidiano, l'espressione "sputare nel piatto in cui mangio" la sentivo appropriata quando era mio padre a provvedere per me e io magari facevo lo stronzo o lo schizzinoso) B) Non capico perché qualcuno scrive "se non ti sta bene perché non te ne vai". Io credo che andare via dall'Italia sia già di per se una FORTE denuncia della qualità di vita lavorativa in cui versiamo nel Bel Paese, quindi non mi aspetto che chi se ne sia andato ne parli con amore e solo amore, dall'altra parte se esistono dei problemi non è meglio denunciarli e magari sollevare una voce (anche forte magari) perché queste cose cambino e più nessuno se ne debba andare? Questo sarebbe bene farlo già per l'Italia così magari in futuro i miei nipoti non dovranno abbandonare terra, amici, parenti e cose care perché non esiste un piatto in cui metterci da mangiare.

con rispetto


Brendan Lawlor ha detto...

Freddy e Reality,
Sono irlandese, sposato con un'italiana e vivo fra l'irlanda e l'italia. Allora sono in una posizione ideale per apprezzare i vostri opinioni negativi su Dublino - alcuni (ma non tutti) di cui valgono anche perCork dove stiamo noi.

Fate bene a far capire agli italiani che Dublino non è un città fiabesco, e che ormai in irlanda abbiamo perso (per ora) l'equilibrio, grazie all'arrivo di un successo economico dopo secoli di povertà. Vostro blog è un servizio pubblico molto utile. Tengo per vero quasi tutti vostri osservazioni sulla vita qui (anche se credo che alcuni difetti sono condivisi con altri paesi, l'italia inclusa: la mancanza di un senso civile rispetto per l'ambiente, il modo condiscendente di parlare coi stranieri etc).

Se l'idea del blog è solo questo, bravi! : andate avanti pure così. Se invece volete aprire un dialogo che comprende anche gli irlandesi, dovete cambiare un po' l'atteggiamento. Le polemiche non aiutano mai - Mai! - a risolvere i problemi. Vi sentite meglio per un po' dopo, ma a la fine, questo modo di comunicare dà più calore che luce. La vita politica italiana ormai è ridotta a uno scambio di urli televisivi, e la qualità che viene più apprezzata è la capacità di denigrare l'avversario nel modo più sofisticato. Vi prego di non cascare in questo errore tipico italiano.

Se abbiamo imperato una cosa su questa isola, sia sul livello politico che sul livello economico, è che bisogna parlare, dialogare. Se gli irlandesi si sono migliorati per una cosa negli ultimi 10-20 anni (anche se peggiorati in tanti altri modi), è in questo. La pace economica (cioè una relativa mancanza di scioperi) e politica (nell'irlanda del nord) sono le prove concrete.

Allora ragazzi, vi prego di continuare a osservare, e di condividere i vostri opinioni. Ma se non volete perdere l'attenzione della vostra pubblica, provate un tono più diplomatico e rispettoso, e un reportage più equilibrato. Così magari riuscite a cambiare qualcosa.

(scusate i tanti errori - non ho avuto il tempo di chiedere a mia moglie di correggere il mio italiano. Spero che quello che ho scritto sia almeno comprensibile.)


RealityShow ha detto...

caro brendan,

innanzitutto permettimi di dirti che non solo il tuo commento e' perfettamente comprensibile, ma e' anche indubbiamente uno dei piu' intelligenti ed equilibrati che io abbia visto su questo blog, sicuramente molto piu' di tanti commenti provenienti da buona parte dei miei compatrioti che si offendono a morte.

Rispondero' con calma in un post dedicato piuttosto che inserire un commento lunghissimo, a presto quindi.


Riccardo ha detto...

Brendan, mi associo ai complimenti per il tuo commento! Ottimo! E permettimi di dirti che il tuo italiano è eccezionale. E comunque Cork (dove vivo io) è una bella città ;-)


Letizia ha detto...

Cari amici emigranti,
ho scoperto il vostro blog per caso pochi giorni fa e dopo aver letto un po' qua e là come posso non intervenire? Italiana, dopo 7 anni di vita in Irlanda, sposata con un irlandese (Brendan di cui sopra), e due figlie mezzo sangue credo di essere abbastanza qualificata per dire la mia. Per tante cose non posso che darvi ragione. Sono assolutamente d'accordo con le lamentele sulla sporcizia, sull'ignoranza, la volgarità, sui servizi che non funzionano e sull'ingiustificato complesso di superiorità di cui la nazione soffre. A tutto ciò aggiungo una assoluta mancanza del rispetto per la proprietà pubblica e altrui(anche se in Italia non siamo da meno), ed una assoluta chiusura mentale nei confronti degli stranieri e di diversi modi di vivere. Lo straniero che voglia mantenere la propria individualità e non sposi il loro modo di socializzare ubriacandosi rimarrà sempre un emarginato. Certo sono gentili e disponibili a chiacchierare, ma quello che offrono è solo la facciata superficiale, oltre quella è difficilissimo andare.
Però, se si vuole essere obiettivi non si può negare che una volta imparato a conoscere il sistema, le cose, anche se a modo loro, funzionano. Mi spiego: gli ospedali sono una tragedia, i medici insufficienti, ma se stai male sanno come curarti. Te lo dice una che ha partorito qui. Quello che succede è che alla fine la buona volontà, l'esperienza e l'umanità del personale vanno a sopperire alle lacune delle strutture. Stessa cosa per quanto riguarda l'aver a che fare con gas, esb, banche, assicurazioni etc. Il modo per ottenere un risultato è quello di trattare con la persona, non con l'azienda. Sempre chiedere il nome della persona con cui parli al telefono o allo sportello e quando hai bisogno di qualcosa, quando ti fai risentire, sempre chiedere di quella persona che ti conosce. È una cosa che ho imparato presto: l'irlandese preferisce trattare con l'essere umano anzi che con una pratica contraddistinta da un numero. In questo modo sono anche ben capaci di chiudere un occhio sulle regole e di venirti incontro se possono.
Detto questo, avete ragione, credo che ci siano un sacco di italiani che per qualche motivo hanno una visione distorta dell'Irlanda. Non capisco questo 'o la ami o la odi', o meglio lo capisco da parte di una persona che non si trova bene a casa sua, non ha mai messo il naso fuori di casa e quando lo fa perde la testa e si innamora del primo posto in cui approda (studenti o neo-laureati tra i 20 ed i 25 che hanno sempre vissuto con mamma e papà). L'Irlanda sembra di moda negli ultimi anni e di conseguenza arrivano tutti a Dublino, tutti in cerca di una nuova patria spirituale ed è per questo che non sopportano chi la critica.


RealityShow ha detto...

Letizia,

tra il tuo commento e quello di tuo marito Brendan non so quale preferire tale e' la pacatezza e l'obiettivita' delle vostre parole.

Non posso che concordare in pieno con quello che dici, la persona che attratta da prospettive di prati verdi, lavoro facile, birra a fiumi (praticamente il prototipo dello studente italiano che ha raramente ha messo il naso fuori dalla propria Regione) si sposta qui, ovviamente ha una visione delle cose diciamo particolare, o quantomeno diversa da quella di una famiglia o un professionista che si spostano qui dopo aver girato il mondo per saggiare quello che si dice della tanto decantata Celtic Tiger.

A me sembra che all'italiano medio basta pensare che a Dublino ci sono gli U2 (che peraltro se ne sono andati da molto tempo per pagare ancora meno tasse), che subito tutta l'Irlanda diventa questo mito per tutti noi, e proferiscono giudizi ovviamente edulcorati.

Il fatto e' che anche in Italia con l'arte dell'arrangiarsi e trattanto direttamente con le persone si ottengono tante cose (facendo uso di uno dei peggiori vizi dell'italiano medio: cercare di sopravanzare gli altri mediante conoscenze varie), ma ciononostante tutti sono pronti a criticarla pesantemente, mentre guai a affondare il coltello nella piaga della societa' irlandese attuale.

Se hai fortuna di trovare le persone di cui parli, quelle volenterose, quelle disponibili, allora e' vero, in un modo o nell'altro le cose funzionano (anche se discutibilmente), pero' nella mia pur brevissima esperienza ne ho trovare davvero molto poche; uno dei motivi a cui ho attribuito questo comportamento e' che quasi tutti i servizi sono in regime di quasi totale monopolio, quindi anche se uno si incavola ha comunque bisogno di acqua, elettricita', un conto in banca, una connessione ad internet, quindi se non ci sei tu ci sono comunque centinaia di altre persone che busseranno alla loro porta.

Ti prego di fare ancora i complimenti a tuo marito per l'ottimo livello della sua conoscenza della lingua italiana!


Riccardo ha detto...

In effetti per tante cose (nel settore pubblico, nei servizi, nei trasporti) siamo due popoli tanto tanto simili... purtroppo! :-)


Letizia ha detto...

Un'altra cosa. Mi rimbalza in testa una frase che ho letto sul vostro blog: gli irlandesi definiti come 'ignorantoni gentili'. Mi ha fatto ridere e ne ho capito il senso, è una cosa che avrei potuto dire io stessa in uno dei tanti momenti di esasperazione, però non credo che corrisponda a verità. È vero, in generale non hanno un bagaglio di cultura generale come quello di un altro europeo e dipende dalla scuola. Volenti o nolenti, a noi dopo la maturità hanno martellato in testa tante e tali nozioni di storia, geografia, latino, greco, filosofia, storia dell'arte ect che diventiamo campioni di Trivial, a loro no. Trovo che la preparazione fornita dalle loro scuole sia molto più settoriale, più essenziale e improntata all'uso pratico. Sta poi alla persona costruirsi tutta quella base culturale superflua ai fini del proprio lavoro, ma essenziale per poter apprezzare tutto il resto. E al momento non sono in molti ad avere questo tipo di interesse, preferiscono andare al pub 'having a laugh over a pint', senza prendere niente troppo sul serio. Però questo non vuol dire che non sappiano fare il loro lavoro, che non siano preparati. Certo i cialtroni ci sono, come dappertutto, ma non credo che qui siano più numerosi che altrove.