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mercoledì 1 ottobre 2008 Posted by Freddy at 22:47 3 comments

"31st September 2008"

Mass mailed a couple of days ago to hundreds of recipients (click to enlarge):


Pick one possible explanation:
  • A) She is Blonde
  • B) She is stupid (see A)
  • C) She is ignorant (next one will be about the 31st of November)
  • D) She is Irish (attention to the detail? Never heard of it.)
  • E) All of the above

lunedì 4 febbraio 2008 Posted by Freddy at 13:49 5 comments

Da Italians su Dublino

Questa lettera di Maria Antonietta sul suo abbandono di Dublino in favore degli UK sembra riassumere alcuni dei pensieri che ho in questi giorni: Dublino e' un posto che ti da' tanto, pretende tanto ma rimane parzialmente indietro in quanto a qualita' della vita. Specialmente l'argomento "case catapecchie" mi tocca in particolar modo, visto che mi ero fatto recentemente un giro su DAFT ritrovandomi davanti alla stessa desolazione di 1 anno e mezzo fa a prezzi maggiorati.

Da noi si e' sempre detto "la qualita' si paga", beh... qui la qualita' non si paga perche' semplicemente non c'e'. Pero' si possono pagare cifre da mille e una notte per avere una casa ugualmente fatta male, solo con piu' stanze (o stanzini a seconda di dove eravati abituati a vivere prima).

Ciao Beppe,
so che questa non è la posta del cuore ma ho una richiesta da fare ai tuoi lettori, agli Italians con valigia. Si apre tra poco un'altra tappa della mia carriera da emigrante, nell'anno 2008 lascio l'Irlanda e scendo in UK. All'inizio è stata l'Europa del Nord, poi il Sud, poi ancora Nord...e a Nord resto, ho deciso. Verso i sudditi di Sua Maestà ho sempre avuto una specie di adorazione, perché non provare? Mi piacciono gli inglesi, mi piace la campagna dello Yorkshire, mi piacciono pure i baked beans on toast (per questo mia madre si è messa a piangere).

E' il momento di salutare Dublino, che mi ha dato molto e ha preteso altrettanto. Dublino del lavoro strafigo, Dublino di "con Ryanair almeno una capitale al mese", Dublino di meravigliosi Italians e di coinquilini spagnoli e brasiliani, di soddisfazioni e gratificazioni raggiunte in fretta.

Lascio senza rammarico l'altra Dublino, quella delle case catapecchie, dei prezzi stellari per qualità inesistente, Dublino di ragazzini allo stato brado e di ragazzine ubriache che vomitano a ogni angolo. Dublino in cui il "sorry about that" che mi piaceva così tanto dopo un po' ti accorgi essere un paravento che giustifica qualunque cosa, Dublino approssimativa, Dublino pugno allo stomaco che a Temple Bar ti accoglie con un odore di pipì e frittura e kebab.

Chiedo consigli e racconti di esperienze fatte a chi vive nell'isola "più giù", come ci sono arrivati e con quali difficoltà e perché hanno scelto di restare e... e. Scusa se ne approfitto, ma so che in nessun altro posto come qui posso trovare le risposte che mi piacerebbe avere. Grazie! Un saluto ancora irlandese,

Maria Antonietta