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lunedì 29 giugno 2009 Posted by Freddy at 18:36 26 comments

L'evoluzione del consumatore irlandese.

Un paio di giorni fa stavo ascoltando una trasmissione alla radio e si parlava di come i prezzi si stiano abbassando (es. M&S -12% su tutto quello che non e' cibo).

Uno degli esperti interventuti telefonicamente (magari tra 7-8 mesi mi ricordo anche come si chiama) diceva qualcosa tipo:

Prima di tutto c'e' da capire che per anni l'irlanda, grazie al boom economico, e' stata considerata a ragione un posto dove i consumatori sono poco attenti e pagano quello che c'e' sul cartellino senza fiatare.

Ma bisogna anche considerare che per 18 anni abbiamo avuto una legge idiota fatta per proteggere gli esercizi commerciali da una molto improbabile concorrenza fatta a suon di prezzi ribassati: questa legge, per fortuna cambiata nel 2006 poco prima dello scoppio della bolla, impediva ad un negoziante di rigirare sul consumatore finale eventuali sconti ottenuti dai fornitori.

Prima della crisi solo 1 consumatore su 6 stava attento al prezzo, preferendo guardare ad altri fattori come il brand, la convenienza (non necessariamente economica), la qualita' della merce e via dicendo.

Adesso abbiamo un 80% circa di consumatori che compra basando le proprie scelte sul prezzo, quindi mentre prima erano i consumatori che seguivano il mercato adesso e' il mercato che deve seguire i consumatori.

Se il prezzo e' troppo alto la gente non compra e i negozianti si sono dovuti adeguare. Il fatto che catene come ad esempio Tesco e Marks&Spencer abbiano sensibilmente abbassato i prezzi e che riescano comunque ad avere un buon margine la dice lunga su quanto siamo stati presi in giro fino a ieri.

Che dire? Ben svegliati.

martedì 3 aprile 2007 Posted by Freddy at 09:52 2 comments

Consumer's statutory rights

In tutti questi mesi mi sono sempre dimenticato di parlare di quello che e' forse la cosa migliore che ho trovato in Irlanda: i diritti del consumatore.

Se compro un set di piatti e una volta arrivato a casa ne trovo due rotti, se compro un capo di vestiario e lo trovo difettato, se cambio idea e voglio riportare la merce indietro, in generale lo posso fare senza nessun problema e senza che il negoziante faccia storie.

Benche' la normativa di base sia scarna (qui un vademecum senza legalese), viene spesso integrata dai vari negozi in vari modi.

Ad esempio una catena come Marks&Spencer, se non ricordo male, ti permette di riportare indietro un capo di vestiario (purche' sia risigillabile e rivendibile) fino a 90 giorni dopo l'acquisto.

Poi e' possibile a scelta:
  1. Riavere i soldi
  2. Cambiare la merce con qualcos'altro
  3. Avere un buono
Non avete piu' lo scontrino? Nessun problema, le opzioni due e tre rimangono valide.

Una bella differenza rispetto all'italia dove appena metti piede fuori dal negozio sono tutti cazzi tuoi.

mercoledì 24 gennaio 2007 Posted by Freddy at 10:57 13 comments

Perche' Barbaropoli?

Mi e' stato detto che non e' corretto "giudicare" un popolo e etichettarlo come barbaro perche' nessuno e' migliore di qualcun altro e yadda yadda, politically correctness, buonismo e via dicendo.

Per quanto gli irlandesi siano persone "calde" umanamente e siano amichevoli e alla mano, sono fermi per determinati aspetti agli anni 50.

Un paio di definizioni utili:

Barbaro (http://www.demauroparavia.it/12218):
3a
agg. AU fig., ster., privo di finezza, rozzo, incolto: una persona con maniere barbare | crudele, efferato: un b. assassinio
3b agg., s.m. AU ster., che, chi si comporta in modo rozzo e incivile | che, chi compie azioni crudeli ed efferate

Rozzo (http://www.demauroparavia.it/99573)
2a AU fig., incolto, ignorante, non raffinato dall’educazione: ragazzo ancora r., è un tipo r. ma buono; si esprime in modo r. ma efficace
2b AU di qcn., che non conosce la buona creanza, sgarbato, grossolano, zotico: impossibile ragionare con lui, è troppo r., è r. e maleducato, non rispetta mai gli altri
2c AU di qcs., che denota grossolanità, volgarità, brutalità: modi rozzi, comportamento r., costumi rozzi


Incivile (http://www.demauroparavia.it/54909)
1 agg., che non ha raggiunto un elevato grado di civiltà, arretrato: un popolo i.; usanze, costumi incivili
2 agg., indegno di una società civile, progredita: leggi, provvedimenti incivili
3 agg., estens., di atteggiamento, comportamento e sim., che offende le regole della buona educazione, del vivere civile: assumere, dimostrare un contegno i., avere modi incivili | di qcn., rozzo, grossolano: una persona i.
4 agg., s.m. e f., che, chi si comporta in modo contrario alle regole della buona creanza ed educazione: comportarsi da i., una persona i.; modi, gesti da i.


Questi sono alcuni esempi oggettivi del perche' ritengo di vivere in "Barbaropoli":

BUONA EDUCAZIONE
  • Ruttare e scorreggiare in maniera discreta e tirare su' rumorosamente con il naso (facendo gli stessi rumori di quando si russa) e' normale in ufficio, per strada e nei locali pubblici. Lo fanno, anche se con minore frequenza, anche le donne.

    Non e' piacevole sentire uno che rutta in un open space.

    Ho chiesto a vari "espatriati", italiani e non, e mi hanno confermato che succede anche nei loro uffici.

  • E' normale leccarsi le dita a tavola

IGIENE

L'igiene dei vari ristoranti/pub/bar/fastfood lascia molto a desiderare:
  • Gli unici posti dove sui vassoi si usano le tovagliette di carta sono McDonalds e Burger King
  • I vassoi non vengono lavati ma solo "ripassati" frettolosamente con uno strofinaccio. Si usa lo stesso strofinaccio per 8 ore
  • Nei bar e nei ristoranti dove non si usano i vassoi di solito non ci sono ne' tovaglie ne tovagliette sui tavoli
  • I tavoli sono spesso appiccicosi e "ripassati" frettolosamente con uno strofinaccio che si usa, sorpresa, per 8 ore al giorno
  • I pavimenti sono spesso talmente sporchi da essere appiccicosi. Questo anche da McDonalds (in altri paesi McDonalds li lava ogni 20 minuti per dare un'immagine di pulito)
Ho chiesto a piu' di un collega Irlandese come mai non si usassero le tovagliette e mi hanno tutti risposto qualcosa tipo "Abbiamo sempre fatto cosi', non vedo dove sta il problema" (Stara' nel fatto che non lo vedi?).


GLI IMPIANTI IDRICI
  • Nei bagni ci sono ancora due stramaledetti rubinetti separati (e spesso non c'e' il tappo) con acqua calda a 70 gradi e acqua fredda a 5.
  • I rubinetti della cucina non hanno all'interno il miscelatore, quindi l'acqua puo' essere bollente o ghiacciata a seconda di come capita
  • I rubinetti della vasca da bagno hanno un unico bocchettone da cui esce l'acqua, ma il realta' i due flussi di acqua sono separati: a sinistra del bocchetton bollente a destra ghiacciato
  • I boiler hanno un design che risale agli anni 40: un siluro di rame con tubi infiniti, vasca di espansione, camera con resistenza elettrica e via dicendo.
  • La pressione dell'acqua e' pietosa e occorre usare una pompa elettrica per mandarla in pressione dove serve. Invece di metterne una centralizzata per tutta la casa, se ne mette una direttamente nel vano doccia. Elettricita' e acqua insieme, brrrrr.

    In Africa, tanto per fare un paragone con un paese che e' considerato terzo mondo, c'e' tutta la pressione che serve, rubinetti con miscelatore e bidet (che non fa testo ma c'e')

I NEGOZI

  • I negozi chiudono tutti alle 17-17.30 (in Africa alle 19), qualche temerario addirittura alle 18, il mercoledi' giovedi' rimangono aperti per un'ora in piu'. Sotto natale fino alle 20, ma non tutti i giorni eh, senno' potresti entrare e comprare qualcosa ed arricchire il negoziante...

    Cioe' ti fai il culo tutto il giorno, esci dall'ufficio e l'unica cosa che trovi aperta sono i supermercati e i pub. Se vuoi della colla, dei gancetti per gli strofinacci, o qualcosa che vada al di la' del giardinaggio, non ce l'hanno al supermercato e ti tocca andare in un "hardware store" che naturalmente e' gia' chiuso.

  • Praticamente quando esci dall'ufficio ti puoi andare solo ad ubriacare o a mangiare. Nei pub ricordatevi di andarci a mangiare prima delle 20.30 perche' poi la cucina chiude.

  • Nei cinema l'ultimo spettacolo e' intorno alle 20. I multisala piu' grandi addirittura fanno l'ultimo spettacolo intorno alle 22. Brivido.

    Finito il film si esce che il cinema e' gia' mezzo chiuso, con le luci quasi del tutto spente e mentre fanno le pulizie: tristissimo.

    Ho chiesto ad un collega e mi ha detto che quando era bambino gli spettacoli alle 22 erano cosa normale, ma che poi gli hanno eliminati probabilmente per scarsa affluenza nelle sale.

    In Africa non sono andato al cinema, ma ricordo che in Italia nella mia cittadina andavo allo spettacolo delle 22 e 30, mentre in posti come Melzo il sabato fanno spettacoli anche all'una di notte.
Fa tutto cagare quindi? No, ma l'impatto e l'impressione che siano indietro di 50 anni possono essere "fastidiosi".

E per prevenire la domanda "Perche' non te ne vai in Africa?", rispondo perche' qua mi pagano un pacco di soldi.