mercoledì 11 marzo 2009 Posted by Freddy at 22:00 22 comments

Altro che Prada - Atto II

A grande richiesta un nuovo post che unisce il gusto per l'abbigliamento alla classe nel vestire della Dublinese media.

Reperto A: La zebra-tigre incontra il ghepardo.
Niente pelo, ma sempre "stivalidemmerda" rimangono.
Costo: ignoto.


Dai DVD a sinistra si evince che il negozio ha come target teorico una clientela di immigrati, possibilmente africana.
Ad ogni modo, considerando i reperti a seguire, c'e' la possibilita' che anche l'alto proletariato Dublinese si serva in questa boutique di alta moda.

Reperto B1: La possibile cliente.
Costo: come Bocca Di Rosa


Durante questa trasmissione di alta cultura di RTEONE spiegavano che esistono vari tipi di olio.
La presentatrice sfoggiava un elegante giacchino in acrilico ricavato dai coprisedili di una vecchia Alfasud, di quelle con l'antenna dell'autoradio per la pesca d'altura e gli adesivi con le pantere sulle fiancate che giravano per le strade del Sud italia nei tardi anni '70.

In altre trasmissioni mi pare sfoggiasse una giacca ricavata da un qualche divano a fiori dei primi anni '50, ad ogni modo dall'espressione e "dall'expertise" che la "Signora" dimostra nell'accarezzare la bottiglia d'olio di forma cinofallica, si capisce bene che abbiamo a che fare con una professionista.

Reperto B2: La duchessa storce il naso nell'apprendere "dall'esperto" che l'olio di oliva non si usa per friggere, ma solo per condire l'insalata.
Chissa' che espressione ci regalarebbe se le dicessimo che la vaselina si usa per non far screpolare le labbra.



Mentre "l'esperto" spiega che le varie diciture "vergine" ed "extravergine" sono solo "trovate di marketing per confondere la clientela e spillarle piu' soldi" (per la serie ieri zappavo i campi, oggi racconto minchiate), la Signora porta l'expertise della sua mano da donna navigata sotto al bancone per vedere che tipo di olio si puo' fare con le olive del degustatore.

Dalla regia mi suggeriscono che la smorfia potrebbe essere dovuta al fatto che "il legno" del degustatore non e' idoneo e che il degustatore, con sguardo mortificato, si sta giustificando dicendo "Ti ggiuro che 'o tengo quattr vote tant..." (Tradotto: ti giuro che in condizioni normali dispongo di dimensioni davvero ragguardevoli).