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lunedì 12 luglio 2010 Posted by Freddy at 18:18 3 comments
venerdì 18 luglio 2008 Posted by Freddy at 00:30 2 comments
La query demente del mese
Di solito se uno lavora vicino casa puo' fare la pausa pranzo nella comodita' di casa sua, mangiare meglio e magari risparmiare dei soldi, schiacciare un pisolino e via dicendo.
Ma c'e' qualcuno che vuole lavorare vicino casa per altri motivi e chiede lumi a Google (arrivando poi qui o sul blog di Angelo).
Non so se questo visitatore riuscira' mai a coronare questo suo sogno proibito, ma di sicuro vince il premio query demente del mese.
Ma c'e' qualcuno che vuole lavorare vicino casa per altri motivi e chiede lumi a Google (arrivando poi qui o sul blog di Angelo).
Non so se questo visitatore riuscira' mai a coronare questo suo sogno proibito, ma di sicuro vince il premio query demente del mese.
martedì 8 luglio 2008 Posted by Freddy at 17:01 9 comments
Un paese di cavalieri del lavoro (2)
L'italia e' un paese vecchio, rappresentata da gente vecchia.
In questo servizio di Adnkronos, Graham Hanlon, vice presidente di JCI (erroneamente definito "presidente mondiale" nel servizio), suggerisce che l'italia dovrebbe adottare il "modello irlandese" per promuoversi in maniera diversa.
Personalmente ho qualche dubbio...
In questo servizio di Adnkronos, Graham Hanlon, vice presidente di JCI (erroneamente definito "presidente mondiale" nel servizio), suggerisce che l'italia dovrebbe adottare il "modello irlandese" per promuoversi in maniera diversa.
E' una cosa che facciamo in irlanda: la consideriamo un business come se fosse l'irlanda S.p.A. e tutti promuoviamo il paese...
Credo che tutti debbano farlo. Penso che i giovani italiani dovrebbero farlo, considerare l'italia come un'azienda. Come un'attivita' che promuove sempre se stessa.
Credo che l'expo del 2015 sara' un'opportunita' non solo per milano ma anche per l'italia, per mettere in vetrina l'eccellenza.
Personalmente ho qualche dubbio...
venerdì 8 febbraio 2008 Posted by Freddy at 09:53 0 comments
La politica italiana e' come una pomposa operetta
Ecco come ci vedono gli americani:
Analysis: Bombast and comedy in Italy's political opera
Non perdete il filmato a corredo dell'articolo.
Per la cronaca la battuta ricorrente all'estero e' che i governi italiani durano quanto una partita di calcio, anche meno.
La cosa triste e' che e' sempre stato cosi' e probabilmente sempre lo sara', la differenza e' che oggi probabilmente gli stronzi (di destra e di sinistra) che siedono sulle poltrone hanno la faccia tosta di rubare di piu' e alla luce del sole.
Analysis: Bombast and comedy in Italy's political opera
Non perdete il filmato a corredo dell'articolo.
Per la cronaca la battuta ricorrente all'estero e' che i governi italiani durano quanto una partita di calcio, anche meno.
La cosa triste e' che e' sempre stato cosi' e probabilmente sempre lo sara', la differenza e' che oggi probabilmente gli stronzi (di destra e di sinistra) che siedono sulle poltrone hanno la faccia tosta di rubare di piu' e alla luce del sole.
mercoledì 30 gennaio 2008 Posted by Freddy at 13:06 3 comments
Investire in italia e' come guidare con il freno a mano tirato
Un ottimo articolo del Financial Times per farsi un'idea di come la repubblica delle banane viene percepita all'estero.
http://www.ft.com/cms/s/0/f540075a-c920-11dc-9807-000077b07658.html
http://www.ft.com/cms/s/0/f540075a-c920-11dc-9807-000077b07658.html
martedì 4 dicembre 2007 Posted by Freddy at 18:02 1 comments
Mille motivi per andare via...
Da espatriato non posso che sentirmi male leggendo l'ennesimo articolo che evidenzia la penosa situazione in cui versa la ricerca italiana.
E non posso fare a meno di sentirmi triste pensando a quanti italiani si sono distinti nel mondo grazie ai soldi di qualche altro paese e a quelli che restando in italia devono pagarsi di tasca propria provette e reagenti.
Che poi chi e' che dimostra coraggio? Chi lascia tutto pur di poter fare con mezzi adeguati quello per cui ha studiato tutta la vita o chi resta accontentandosi di uno stipendio da fame e lotta quotidianamente per tirare avanti con i pochi mezzi che ha a disposizione?
A volte mi chiedo stupidamente a che pro sudare sangue sui libri prima e fare la fame poi, quando un Costantino qualunque senza saper fare assolutamente niente guadagna in un giorno molto di piu' di quello che un ricercatore italiano guadagna in un mese...
E non posso fare a meno di sentirmi triste pensando a quanti italiani si sono distinti nel mondo grazie ai soldi di qualche altro paese e a quelli che restando in italia devono pagarsi di tasca propria provette e reagenti.
Che poi chi e' che dimostra coraggio? Chi lascia tutto pur di poter fare con mezzi adeguati quello per cui ha studiato tutta la vita o chi resta accontentandosi di uno stipendio da fame e lotta quotidianamente per tirare avanti con i pochi mezzi che ha a disposizione?
A volte mi chiedo stupidamente a che pro sudare sangue sui libri prima e fare la fame poi, quando un Costantino qualunque senza saper fare assolutamente niente guadagna in un giorno molto di piu' di quello che un ricercatore italiano guadagna in un mese...
giovedì 18 gennaio 2007 Posted by Freddy at 11:27 2 comments
Il club della fuga dei cervelli
Perche' emigrare e andare a vivere in un paese culturalmente e linguisticamente diverso?
Dopotutto "si sta tanto bene in Italia", abbiamo i migliori scienziati, nomi del calibro di Galileo, Leonardo, Enrico Fermi, Meucci e poi l'Impero Romano non aveva eguali...
E' proprio questa mancanza di innovazione, questo vivere del ricordo di fasti passati (tra 50 anni i migliori scienziati saranno sempre Galileo, Leonardo, Enrico Fermi e Meucci), nell'illusione di un'italia che non c'e' piu', che non c'e' probabilmente mai stata.
Persone come Fermi, Giacconi (nobel per la fisica nel 2002) cosa hanno potuto fare in italia? Niente.
Solo fuggendo all'estero hanno potuto seguire la loro strada e diventare qualcuno, per poi venire festeggiati e acclamati ipocritamente anche in patria per ogni loro successo (rigorosamente finanziato dallo stato estero di residenza).
Io non ho le capacita' delle menti illustri di cui sopra, anche se mi dicono che sono dotato di un'intelligenza sopra la media, ma nel mio piccolo mi sono dovuto iscrivere a mia volta nel "club della fuga dei cervelli" per poter forse per la prima volta vivere anziche' sopravvivere.
Come consulente IT sono arrivato a fatturare ogni mese cifre molto sostanziose e non ho mai avuto preoccupazioni economiche da quando me ne sono andato di casa nel 1996 per andare a vivere in quella che era la Milano da bere.
Pero' fare il consulente IT vuol dire cercare nuove commesse, non poter stare a casa malato o andare in vacanza perche' c'e' sempre qualche progetto su cui lavorare, e chi non lavora si sa non mangia... Ho pagato pesantemente questa condizione di "professionista dell'IT" spesso troppe volte confuso dalle fallimentari aziende italiane con la figura dell' "Interinale di lusso".
Tutto questo in un mercato dove il prezzo non lo fa il professionista, ma pretende di farlo il cliente. Provate un po' a chiamare un idraulico per farvi stappare il cesso e ditegli, "ti posso offrire X euro" e poi vedete se l'idraulico, serio e impegnato professionista, non vi manda sonoramente a fare in culo.
Ma in italia questa e' la norma e tutti ormai sono abituati ad abbassare la testa. Molti addirittura lavorano per passione, anche per soli 900 euro al mese e guai a chiedere un aumento, perche' poi il datore di lavoro (leggasi PADRONE) se ne viene fuori con un "dovresti ritenerti fortunato ad avere uno stipendio cosi' alto".
Ma insomma, perche' partire? Perche' emigrare? Cosa ho trovato all'estero che in italia non avevo?
In una parola TUTTO.
Oggi sono Solution Architect presso un'azienda leader che si occupa di telecomunicazioni e ogni volta che usate un qualsiasi rete cellulare, state usando quasi sicuramente le nostre infrastrutture e i nostri software.
Dopo aver fatto il colloquio, mi hanno offerto questo pacchetto:
- ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO (non che ci tenessi, ma qua le aziende serie i cervelli se li tengono stretti assumendoli e fidelizzandoli)
- 25 giorni di ferie pagate l'anno
- Copertura sanitaria e medico aziendale gratuito
- Long term illness (posso stare male fino a 6 mesi consecutivi e continuare ad avere lo stipendio)
- Corsi e certificazioni pagate
- Carta di credito aziendale (e portatile e cellulare, ma questi sono strumenti di lavoro)
- Trasferte pagate
- Rimborsi spese
- Diaria esentasse quando vado in trasferta
- Maggiorazione dal 20 al 30% quando vado in trasferta
- Rivalutazione annuale dello stipendio
- Bonus di produzione
Ne valeva la pena?
Si', perche' guadagno in un mese quello che un impiegato in italia guadagna in sei mesi e non ho piu' il problema di dovermi stressare a vita con contratti rinnovabili di tre mesi in tre mesi.
Ma ci sono anche dei lati negativi?
Si', ce ne sono molti, ho dovuto affrontare e affronto quotidianamente tutta una serie di problemi che trovano risposta nella mia massima preferita: "Perche' (gli irlandesi) non capiscono un cazzo".
Ma di questo ne parleremo poi.
Dopotutto "si sta tanto bene in Italia", abbiamo i migliori scienziati, nomi del calibro di Galileo, Leonardo, Enrico Fermi, Meucci e poi l'Impero Romano non aveva eguali...
E' proprio questa mancanza di innovazione, questo vivere del ricordo di fasti passati (tra 50 anni i migliori scienziati saranno sempre Galileo, Leonardo, Enrico Fermi e Meucci), nell'illusione di un'italia che non c'e' piu', che non c'e' probabilmente mai stata.
Persone come Fermi, Giacconi (nobel per la fisica nel 2002) cosa hanno potuto fare in italia? Niente.
Solo fuggendo all'estero hanno potuto seguire la loro strada e diventare qualcuno, per poi venire festeggiati e acclamati ipocritamente anche in patria per ogni loro successo (rigorosamente finanziato dallo stato estero di residenza).
Io non ho le capacita' delle menti illustri di cui sopra, anche se mi dicono che sono dotato di un'intelligenza sopra la media, ma nel mio piccolo mi sono dovuto iscrivere a mia volta nel "club della fuga dei cervelli" per poter forse per la prima volta vivere anziche' sopravvivere.
Come consulente IT sono arrivato a fatturare ogni mese cifre molto sostanziose e non ho mai avuto preoccupazioni economiche da quando me ne sono andato di casa nel 1996 per andare a vivere in quella che era la Milano da bere.
Pero' fare il consulente IT vuol dire cercare nuove commesse, non poter stare a casa malato o andare in vacanza perche' c'e' sempre qualche progetto su cui lavorare, e chi non lavora si sa non mangia... Ho pagato pesantemente questa condizione di "professionista dell'IT" spesso troppe volte confuso dalle fallimentari aziende italiane con la figura dell' "Interinale di lusso".
Tutto questo in un mercato dove il prezzo non lo fa il professionista, ma pretende di farlo il cliente. Provate un po' a chiamare un idraulico per farvi stappare il cesso e ditegli, "ti posso offrire X euro" e poi vedete se l'idraulico, serio e impegnato professionista, non vi manda sonoramente a fare in culo.
Ma in italia questa e' la norma e tutti ormai sono abituati ad abbassare la testa. Molti addirittura lavorano per passione, anche per soli 900 euro al mese e guai a chiedere un aumento, perche' poi il datore di lavoro (leggasi PADRONE) se ne viene fuori con un "dovresti ritenerti fortunato ad avere uno stipendio cosi' alto".
Ma insomma, perche' partire? Perche' emigrare? Cosa ho trovato all'estero che in italia non avevo?
In una parola TUTTO.
Oggi sono Solution Architect presso un'azienda leader che si occupa di telecomunicazioni e ogni volta che usate un qualsiasi rete cellulare, state usando quasi sicuramente le nostre infrastrutture e i nostri software.
Dopo aver fatto il colloquio, mi hanno offerto questo pacchetto:
- ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO (non che ci tenessi, ma qua le aziende serie i cervelli se li tengono stretti assumendoli e fidelizzandoli)
- 25 giorni di ferie pagate l'anno
- Copertura sanitaria e medico aziendale gratuito
- Long term illness (posso stare male fino a 6 mesi consecutivi e continuare ad avere lo stipendio)
- Corsi e certificazioni pagate
- Carta di credito aziendale (e portatile e cellulare, ma questi sono strumenti di lavoro)
- Trasferte pagate
- Rimborsi spese
- Diaria esentasse quando vado in trasferta
- Maggiorazione dal 20 al 30% quando vado in trasferta
- Rivalutazione annuale dello stipendio
- Bonus di produzione
Ne valeva la pena?
Si', perche' guadagno in un mese quello che un impiegato in italia guadagna in sei mesi e non ho piu' il problema di dovermi stressare a vita con contratti rinnovabili di tre mesi in tre mesi.
Ma ci sono anche dei lati negativi?
Si', ce ne sono molti, ho dovuto affrontare e affronto quotidianamente tutta una serie di problemi che trovano risposta nella mia massima preferita: "Perche' (gli irlandesi) non capiscono un cazzo".
Ma di questo ne parleremo poi.
lunedì 15 gennaio 2007 Posted by Freddy at 14:47 4 comments
Chi, come, dove, perche'
Il titolo la dice lunga: questo e' un post introduttivo, per fare capire ai miei 25 lettori chi sono e che ci faccio qua a Dublino.
Sono un "IT professional" (in inglese fa piu' fico) di 34 anni, ho sempre avuto la fortuna di lavorare direttamente o indirettamente a progetti per grosse realta' economiche italiane ed estere quali AXA Assicurazioni, Philips, Infostrada, Gruppo Mediaset, Lancia, Societe' generale, H3G SpA, Ericsson.
Stanco di vivere a Milano, passando da un centro direzionale all'altro, da una consulenza all'altra, il 9 Aprile 2006 ho fatto le valige e sono partito per Dublino alla ricerca di un nuovo lavoro.
Sono qui ormai da 9 mesi e inizio a preferire paesi tipo l'Africa che hanno un livello civile e culturale ben piu' alto di quello che ho trovato qui...
Piu' in la' raccontero' quali sono i motivi di gioia e di disagio nel vivere in quella che gli Antichi Romani(TM) chiamavano Ibernia.
Sono un "IT professional" (in inglese fa piu' fico) di 34 anni, ho sempre avuto la fortuna di lavorare direttamente o indirettamente a progetti per grosse realta' economiche italiane ed estere quali AXA Assicurazioni, Philips, Infostrada, Gruppo Mediaset, Lancia, Societe' generale, H3G SpA, Ericsson.
Stanco di vivere a Milano, passando da un centro direzionale all'altro, da una consulenza all'altra, il 9 Aprile 2006 ho fatto le valige e sono partito per Dublino alla ricerca di un nuovo lavoro.
Sono qui ormai da 9 mesi e inizio a preferire paesi tipo l'Africa che hanno un livello civile e culturale ben piu' alto di quello che ho trovato qui...
Piu' in la' raccontero' quali sono i motivi di gioia e di disagio nel vivere in quella che gli Antichi Romani(TM) chiamavano Ibernia.
