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sabato 10 gennaio 2009 Posted by Freddy at 20:14 10 comments

Merry PissMas?

Anche Giotto inizio' cosi'...


sabato 12 luglio 2008 Posted by RealityShow at 11:04 38 comments

Il segnale, ovvero "prima o poi capita anche a te", ovvero "ma che cazzo ci faccio ancora qui?"

Carissimi tutti,

uno di questi giorni mi recavo in centro per incontrare una persona, un vecchio amico olandese, appena arrivato qui a Dublino per la prima volta in viaggio di lavoro, e che si fermava due giorni.

Alla stazione del treno mi sono imbattutto in un gruppetto di cinque ragazzini diciamo tra gli otto e i dieci anni, tre bambini e due bambine, tutti e cinque indossavano l'uniforme di una squadra locale di hurling e due di loro avevano con se' la mazza del suddetto sport.

Per essere meno disfattista e cinico del solito ho pensato "beh, magari facendo sport fanno gruppo, ha un effetto pedagogico e i genitoti possono avere un pensiero in meno, visto che sono seguiti da qualcuno quando si allenano", mi pare un ragionamento onesto no?

Poi hanno iniziato a parlare.
Un linguaggio di grugniti, insulti e risate sfacciate peggiore di quello sfoggiato dagli ubriachi molesti, difficile a sentirsi anche tra gli scaricatori di porto (con tutto il rispetto per questa categoria, che non me ne voglia ma il gergo e' quello che e').

Esterrefatto guardo questa scena agghiacciante in cui i cinque si siedono per terra, uno estrae da una scatola di cartone dei caffe', mentre una delle due ragazzine (circa 10 anni, truccatissima) prende da una tasca un pacchetto di sigarette e le offre a tutti (almeno l'altruismo non manca eh?).

Da quel momento fino all'arrivo del treno all'avventore di passaggio si presentano questi cinque seduti per terra con caffe' e sigarette, con un telefonino che suona musica hip-hop a tutto volume impostato sullo speaker esterno; due dei ragazzini girano anche tra le persone a sfottere, e al passaggio di un treno nella direzione opposta tirano i mozziconi di sigaretta sui finestrini.

Poi salgono sul treno e fanno un casino tremendo, la magia ha colpito ancora.

Una volta arrivato in centro e incontrato il mio amico, a causa della pioggia, del vento e del freddo, presenze costanti anche a luglio in questo paradiso terrestre, ci rifugiamo velocemente nel primo locale che troviamo per aspettare che la pioggia diminuisca di intensita' e per bere qualcosa.

E qui entriamo nel locale che d'ora in poi nella mia vita sara' il termine di paragone con cui valutare tutti gli altri luoghi pubblici del mondo, davvero una perla rara, un esempio per tutti, il "Kennedy's Lounge Bar".



Entriamo e gia' a un primo sguardo le facce degli avventori sono quantomeno preoccupanti, l'arredamento in stile giurassico e lo sporco fossilizzato, ma ci diciamo "insomma e' un locale in pieno centro, non sara' poi cosi' male, almeno c'e' la leggendaria ospitalita' no? Failte'!" e ci avventuriamo.

Una volta al bancone chiedo due Coca-Cola, il barista risponde con un grugnito e prende due bottigliette da 20 cl. a temperatura ambiente e le versa in due bicchieri, cinque euro e venti.

Pago un po' sorpreso ma cosa vuoi, siamo in centro a una delle citta' piu' cool d'Europa nell'immaginario collettivo del popolo Italiano, varra' ben pagare quel prezzo per della Coca-Cola.

Dopo cinque minuti che siamo seduti il barista viene al tavolo, grugnisce qualcosa che non capisco (l'inglese lo capisco e lo parlo bene) e porta via le bottigliette vuote con faccia scura, io lo guardo e lo ringrazio.

Dopo altri due minuti torna alla carica e chiede se abbiamo finito e se vogliamo altro, i bicchieri non sono vuoti quindi cortesemente ringrazio ancora e rispondo di no.

Alla terza visita in dieci minuti capiamo molto bene di che si tratta, anche se fino a un attimo prima non ci volevo credere e pensavamo ancora che si trattasse di un caso; il barista ci chiede per niente velatamente di andarcene, a quel punto il mio amico risponde che eravamo li' solo per qualche minuto per aspettare che la pioggia rallentasse. Il barista risponde che la pioggia' ha rallentato (come no?) e che quindi potevamo andarcene.

Failte'!

Vorrei che tutti i turisti che vengono a visitare questo luogo ameno facessero un salto in quel bar, in pieno centro, per rimanere inebriati dalla magia; il mio amico non tornera' mai piu' qui se non costretto per motivi di lavoro.

Allora cari amici e detrattori, io non sporco, non reco danni a terzi o allo Stato, non mi dedico ad attivita' criminali, non gravo sul sistema di supporto sociale, genero un buon influsso di profitti per la mia azienda e su quello che mi pagano rendo al governo una conspicua quantita' tramite imposte dirette e indirette.

E' eccezionale pensare che qualcuno qui pensa che Freddy e io siamo degli sfigati; se siamo sfigati noi, e' difficile trovare aggettivi per quelli che si trovano veramente alla grande in un posto del genere...

Ebbene cari estimatori dell'isola del ben-godi (vedremo quanto dura ancora), tenetevela pure, questo era il segnale che aspettavo inconsciamente, anche io ormai parzialmente annebbiato e adagiato sulla situazione di puro profitto senza sforzo, con naso, orecchie e occhi tappati.

Da oggi inizio velocemente a cercare lavoro altrove e lascio l'isola verde tutta per voi piu' che volentieri, cosi' finalmente smettero' di perdere tempo a cercare inutilmente di far capire alla gente che qui non e' il paradiso, tra qui e il paradiso ci sono almeno una trentina di Paesi del mondo, inclusa a mio modesto parere l'Italia pur con tutti gli enormi problemi che ha.