domenica 11 gennaio 2009 Posted by Freddy at 17:47

Dell: L'irlanda raccoglie i cocci e conta le perdite.

The Register ci propone un articolo che esprime senza mezzi termini quello che era gia' chiaro a tutti:

a) Mille operai per una catena di montaggio costano meno in un paese emergente

b) Meglio avere tante aziende che impiegano una cinquantina di persone che affidarsi a una o due aziende enormi che ne impiegano qualche migliaio

c) Per l'irlanda e' finita l'era delle "tute blu" della catena di montaggio e si deve aprire quella dei colletti bianchi, ma le universita' si devono adeguare visto che il numero di laureati comunque non e' sufficiente.

Un estratto:

The big theme emerging in many reports and commentaries is that the boom in semi-skilled assembly line jobs is well and truly over. There doesn't appear to be any other business likely to come to Ireland and employ 1,000 plus workers on an assembly line. It's cheaper to do it elsewhere, in a low-wage economy, and ship the goods to the geographies that would be served by an Irish base.

[...]

For suppliers like Dell that need a responsive assembly/manufacturing operation in the EU, the accession of Poland and other east European countries into the EU was a godsend; for Ireland, it has been a disaster. Where Dell is going other hi-tech employers may follow - Intel has a chip plant in Ireland, and HP makes printer cartridges there too.

[...]

For both of them the annual cost of an Irish worker will be more than the annual cost of a Polish worker. They too will be looking at the numbers and doing a what-if-we-moved-to-Poland spreadsheet calculation. The EU wants a level playing field, and limits what member countries do in the way of bribing businesses to come to them via grants, subsidies and tax concessions.

[...]

Unfortunately the EU does not enforce such a level playing field in pay, and that means new and low labour cost countries that join, like Poland, enjoy a few years of competitive employment advantage until their labour costs are equalised with the rest of the EU.

[...]the total EU demand for Dell computers now only needs one plant, and the one in Poland is it. When Irish workers benefitted from Ireland being a lower-cost place to put plants than the UK or France or Germany, they sipped their Guinness with relish. Now that Poland is doing to Ireland what Ireland did to other western European countries, they are crying into their beer. It's just how it goes.

[...]

A dawning realisation in Ireland is that it will have to expand university and technical college education. If it's a white collar future and not an assembly-line one, then that means the current generation of semi-skilled workers have had it. There's more of them than the country currently needs and they'll have to do the best they can whilst the country educates their children for the hi-tech R&D jobs.

Qui l'articolo completo.

7 comments:

bacco1977 ha detto...

io ancora non mi sono fatto un'idea di come l'Irlanda uscira' da tutto questo. Staremo a vedere....
Ossequi..


TopGun [Ace In The Storm] ha detto...

bhe se il numero di laureati non è sufficiente questo può essere positivo per chi vuole spostarsi in Irlanda.

adesso bisogna "solo" capire che tipo di colletti bianchi serve e se tale tendenza sarà in crescita costante.

tu che ci vivi che tipo di posizioni vedi aperte per il futuro?


Freddy ha detto...

A parte il settore finanziario mi pare che non abbiano puntato su molto altro...


bacco1977 ha detto...

freddy io noto con dispiacere una seria diminuzione nelle offerte di lavoro nel settore IT a barbaropoli.
Confermi oppure ho preso un granchio?


Paolo ha detto...

L'articolo e' molto chiaro. Immagino che sara' un problema per l'Irlanda produrre in fretta tanti buoni laureati perche' da quanto ho capito il loro sistema scolastico/universitario ha delle punte di eccellenza ma e' anche molto limitato. Studiare qui costa, per aumentare il numero e la qualita' dei laureati ci vorrebbero grossi investimenti che non credo lo stato sia disposto a fare visto che qui alzare le tasse e' un tabu.
Eppoi secondo me l'articolo e' fin troppo ottimista: anche nell'Europa dell'Est ci sono buone scuole e la gente studia, non e' detto che i lavori da "white collar" debbano per forza venire qua. Guardate l'Italia, quanti laureati sotto-utilizzati ha...


Freddy ha detto...

E'molto probabile che ci siano dei fondi europei per lo sviluppo dell'educazione di terzo livello. Un mio amico s'e' occupato del sistema di data warehousing di un college locale e mi diceva che per ogni studente l'unione europea eroga a questo college un bel po' di soldi.

Il problema ad ogni modo non e' tanto quello di formare personale tecnico e dargli le basi per fare management e ricerca e sviluppo, il problema e' che le aziende che fanno ricerca e sviluppo attualmente A) si contano sulle dita di una mano e B) sono prevalentemente americane o per nascita o per acquisizione (mi viene in mente la havok). Ma spazio per tutti questi manager irlandesi appena usciti dall'universita' non ne vedo...

Ad ogni modo sfornando personale qualificato dalle universita' anche a costo di proporre corsi "dumbed down" ma continuando a fare supporto tecnico, alla fine che vantaggio offrirebbe l'irlanda rispetto all'india?


Anonimo ha detto...

Freddy, perchè non fai un bel post sulla situazione del mercato IT in Irlanda, inteso però come consulenza e servizi avanzati e non come catene di montaggio di HW?
Questa IT irish quanto risente della crisi?
Opportunità, stipendi, come sta andando?
Sono sicuro che sarebbe un articolo interessante per molti.