high performance ssd vps
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post

domenica 28 novembre 2010 Posted by Freddy at 13:35 13 comments

Ottantacinque miliardi di euro.

Ottantacinque miliardi, di cui 35 da gettare nel buco nero per il salvataggio delle banche.

Niente male per un paese che ha un po' meno abitanti del piemonte: fanno piu' o meno 21.250 euro di debito a testa.

Curioso come sia la stessa cifra, solo in euro, che la Federal Reserve aveva messo a disposizione per il bailout di A.I.G., ma questa e' un'altra storia.


Irlandesi in festa


Volendo essere ottimisti, direi che saranno augelli per diabetici per tutti quelli che vivono qua nell'immediato, con possibilita' pero' di tornare a respirare e vivere tranquillamente nel futuro.

Questo se il trend dell'appiattimento dei salari regge, se l'appiattimento non sfocia in coma irreversibile come in italia e se la corporate tax rimane intoccata. More on this later, come si dice sull'isola.

Ho seguito il bloomcast (per maggiori dettagli, si veda qui) relativo agli aiuti europei e devo dire che non sono daccordo su alcuni punti:

A) Se introducessero una fascia di reddito tassabile al 10% a quelli come noi che lavorano in campo IT non cambierebbe niente, quelli interessati da una tale manovra sarebbero quelli che vivono di redditi attualmente esentasse (46%).

Vero che a soffrirne sarebbero quelli che vivono di salari nella fascia di reddito attualmente esentasse, ma a tutti gli altri verrebbero X mila euro di meno in tasca ogni anno.


B) Non e' vero che le aziende non pagano tasse, pagano gia' la VAT (l'IVA), quindi la corporate tax non serve alzarla.

L'IVA e' un'imposta neutra, si scarica sempre e comunque sul consumatore finale, sia che si tratti di merci, sia che si tratti di servizi.

Quando un'azienda acquista qualcosa dai suoi fornitori l'IVA che paga la registra come IVA a credito, non sono soldi pagati e persi per sempre. Quando invece si emettono fatture di vendita, l'IVA incassata sara' IVA a debito, cioe' da versare all'erario. Tecnicamente non sono soldi dell'azienda che fattura, sono soldi dell'erario gia' in partenza. A fine anno i due importi si compensano e tutti amici come prima.

Come fa la multinazionale X a pagare meno tasse in irlanda? Tralasciando discorsi relativi a tunnelling e offshoring, un esempio comprensibile a chiunque potrebbe essere questo:
  • Sede di Francoforte mentre fa business, vende servizi e merci ai suoi clienti ed emette fatture per 100 milioni di euro (IVA a debito: 16.666.666)
  • Sede di Francoforte compra servizi da sede di Dublino sostenendo dei costi per 90 milioni di euro (IVA a credito 15 milioni) e altri costi operativi (eg. salari, affitti, elettricita) per 9 milioni di euro (IVA a credito 1.5 milioni).
  • Sede di Francoforte sottrae i costi dal fatturato ottenendo un ricavo di 1 milione di euro su cui paghera' le tasse al 40% (percentuale di fantasia).
  • Sede di Francoforte paga 400.000 euro di tasse

Che succede a Dublino?
  • Sede di Dublino emette fatture per 90 milioni di euro
  • Facciamo finta che sede di Dublino abbia costi ZERO
  • Sede di Dublino paghera il 12.5% di tasse sui 90 milioni, pari a 11.250.000 Euro
  • Se sede di Francoforte non avesse spostato 90 milioni di fatturato verso la sede di Dublino, avrebbe pagato in germania 36 milioni in piu' di tasse.
Qualcuno dira' allora: "Eh, ma sede di Francoforte quando ha pagato la fattura alla sede di Dublino ha pagato IVA, quindi tasse per 15 milioni (75 milioni di imponibile+20% di IVA = 90 milioni)".

No, la sede di Francoforte adesso ha un CREDITO d'IVA per 15 milioni di euro, oltre ad avere pagato uno sputo di tasse al governo tedesco.

15 milioni di IVA a credito per i costi sostenuti con Dublino
1.5 milioni di IVA a credito per i costi sostenuti a Francoforte

16.666.666 di IVA a debito per le fatture emesse durante l'anno.

Totale IVA da versare: 166.666 euro.

Un momento, e l'IVA a debito sulla fattura che Sede di Dublino ha fatto a sede di Francoforte?"

Niente paura, bastera' comprare matite ed elastici per 90 milioni (o fare feste pazze con consulenti cubiste) e il balance ritornera' a zero, tra l'altro piu' si spende, piu' costi si sostengono, meno tasse si pagano: e l'imponibile sulla fattura di matite ed elastici e' un costo.


Fine della lezione di ragioneria all'acqua di rose.

Nota: Tutto il giochino sull'IVA che transita da un paese all'altro e' valido almeno fino all'ultima revisione del regime intrastat (revisione che ancora non ho trovato la forza di leggere come si deve).

C) Se la corporate tax la portassero al 50% le aziende continuerebbero a venire.

Falso, se la corporate tax fosse al 50% converrebbe pagare le tasse a Francoforte, Dublino potrebbe avrebbe senso solo per avere un centro di costo, ma "fatturare costi" verso Dublino vuol dire andare a pagare piu' tasse in Germania.

Le multinazionali non vengono qua per l'aria buona, vengono qua per le tasse basse e per tutta una serie di incentivi che il governo concede loro. A IBM non gliene frega niente se ci sono infrastrutture o meno, voglio dire basta vedere tutti questi business park costruiti in mezzo al nulla che dopo 15 anni di tigre celtica ancora si raggiungono con 90 minuti di autobus o con un viaggio su 2 LUAS, autobus e navetta aziendale.

Parlando di incentivi, a parte i milioni a fondo perduto che davano ad aziende tipo Dell per aprire fabbriche in zone depresse, lo sapete chi lo paga il training che la vostra azienda vi fa?

Per tutti quei corsi e certiticazioni che vi fanno fare anche a sproposito (per chi ha questa fortuna ovviamente) c'e' un budget di 100.000 euro l'anno che arrivano da una della tante agenzie governative per lo sviluppo, non sono soldi che la vostra azienda paga di tasca sua, li paga di tasca vostra.

Comunque, come ho gia' avuto modi di dire a Bacco:

Io punterei il dito sul fatto che con una corporate tax al 12.50% hanno messo la responsabilita' del pagamento delle tasse sui 240.000 dipendenti che le multinazioniali impiegano ad oggi sull'isola.

Pero' contando sulle tasse dei dipendenti e prendendo briciole dalle aziende, da una parte si sono legati un filo di ferro attorno alle palle, dall'altra hanno ipotecato la certezza dei posti di lavoro.

Aumentare la corporate tax vuol dire (potenzialmente) perdere le aziende, perdere i posti di lavoro e perdere le tasse che derivano dai salari dei posti di lavoro persi.

Comunque vedo da qua a 4 anni un ulteriore appiattimento degli stipendi che portera' un sysadmin a guadagnare meno di quello che prendeva una receptionist qualche anno fa.

A quel punto se i salari continuano ad appiattiscono e la corporate tax regge e' possibile che diventi ancora piu' vantaggioso aprire aziende in irlanda, per via dei costi, non per via della qualita' della "manodopera".

Un appiattimento dei salari pero' vorrebbe dire un'emigrazione di massa delle persone piu' skillate (per usare un termine tanto caro ai manager italiani) verso gli UK o altre mete pagate meglio.

venerdì 1 ottobre 2010 Posted by Freddy at 01:02 5 comments

Le sorprese dell'economia irlandese

- I soldi raccattati con i tagli introdotti nei precedenti budget praticamente buttati nel cesso
- Decine di miliardi per salvare Anglo Irish Bank a tutti i costi
- Sei miliardi di euro per acquisire il 70% di AIB che vale seicento milioni in tutto

Nessun responsabile: la legge non lo prevede.

Edit:
Si inizia a parlare di introdurre tasse su acqua e proprieta'.

martedì 5 gennaio 2010 Posted by Freddy at 22:58 5 comments

Anno nuovo, tempo di bilanci.

Menotrentatremiliardidieuro.

martedì 8 dicembre 2009 Posted by Freddy at 07:14 8 comments

La fabrichetta...

Un post estemporaneo per chiudere il cerchio sulla questione Dell.



Un riassunto lampo:
  • Dell apre a Limer(d)ick uno stabilimento e, usufruendo di finanziamenti milionari provenienti dall'unione europea, sgravi fiscali, incentivi, ricchi premi e cotillon, aiuta a risollevare quella che era un'area depressa dell'isola di smeraldo.

  • Dopo anni di presenza in irlanda, e nell'ottica di una massimizzazione dei profitti a tutti i costi, Dell apre una fabbrichetta in polonia, intascando circa 55 milioni di euro dall'Unione Europea per il disturbo e rassicurando il governo irlandese, vedasi foto in alto, che si tratta di una cosa di normale amministrazione che il rapporto con l'irlanda e' a doppio filo, lo giuro sulla tomba di mia zia (quella che odiavo perche' mi dava sempre i pizzicotti sulle guance), e poi siete i migliori lavoratori d'europa, state tranquilli...

  • Dell fanculizza 1900 persone, spostando la produzione da Limer(d)ik a Lodz e mettendo in ginocchio l'economia locale (e gli irlandesi vanno col cappello in mano a Bruxelles e si fanno dare 14 milioni di euro per rieducare e riqualificare quanti ne avessero bisogno).

  • Dell annuncia che a causa di risultati finanziari al di sotto delle aspettative, intende disfarsi delle sue fabbriche, cedendole probabilmente ad acquirenti asiatici e continuare la sua produzione in regime di outsourcing.
Tutto chiaro fin qui? Bene, tenetevi forte alla sedia adesso:
  • Dell cede la fabrichetta in polonia a Foxconn, l'azienda che assembla prodotti anche per Apple e che e' stata paragonata a un pollaio per via delle condizioni lavorative dei suoi dipendenti (e pare che sia il gruppo con le condizioni lavorative migliori).
Adesso, visto che un operaio in Cina costa 100USD al mese, quanto tempo passera' prima che Foxconn smantelli la fabbrichetta pezzo pezzo e la trasferisca a Shenzhen?

lunedì 29 giugno 2009 Posted by Freddy at 18:36 26 comments

L'evoluzione del consumatore irlandese.

Un paio di giorni fa stavo ascoltando una trasmissione alla radio e si parlava di come i prezzi si stiano abbassando (es. M&S -12% su tutto quello che non e' cibo).

Uno degli esperti interventuti telefonicamente (magari tra 7-8 mesi mi ricordo anche come si chiama) diceva qualcosa tipo:

Prima di tutto c'e' da capire che per anni l'irlanda, grazie al boom economico, e' stata considerata a ragione un posto dove i consumatori sono poco attenti e pagano quello che c'e' sul cartellino senza fiatare.

Ma bisogna anche considerare che per 18 anni abbiamo avuto una legge idiota fatta per proteggere gli esercizi commerciali da una molto improbabile concorrenza fatta a suon di prezzi ribassati: questa legge, per fortuna cambiata nel 2006 poco prima dello scoppio della bolla, impediva ad un negoziante di rigirare sul consumatore finale eventuali sconti ottenuti dai fornitori.

Prima della crisi solo 1 consumatore su 6 stava attento al prezzo, preferendo guardare ad altri fattori come il brand, la convenienza (non necessariamente economica), la qualita' della merce e via dicendo.

Adesso abbiamo un 80% circa di consumatori che compra basando le proprie scelte sul prezzo, quindi mentre prima erano i consumatori che seguivano il mercato adesso e' il mercato che deve seguire i consumatori.

Se il prezzo e' troppo alto la gente non compra e i negozianti si sono dovuti adeguare. Il fatto che catene come ad esempio Tesco e Marks&Spencer abbiano sensibilmente abbassato i prezzi e che riescano comunque ad avere un buon margine la dice lunga su quanto siamo stati presi in giro fino a ieri.

Che dire? Ben svegliati.

domenica 15 febbraio 2009 Posted by Freddy at 12:47 3 comments

La voragine irlandese.

Dal Times:

"Pledges made by Ireland to support its banking sector amount to 220% of the country’s annual economic output. The total loans held in Irish banks are more than 11 times the size of the economy."

Da un lato il salvataggio delle banche mette in ginocchio il paese, dall'altro il fallimento delle banche sarebbe catastrofico, ma probabilmente risolutivo.

Un paio di giorni fa hanno fatto uno speciale su RTE1 e hanno anche intervistato dei ricercatori del DIT e dell'UCD chiedendo un parere sul salvataggio di AIB e BOI, il parere espresso e' stato lo stesso: 3.5 miliardi di euro a banca non sono sufficienti, il salvataggio non ci convince.

Altre grosse sorprese all'orizzonte...

domenica 18 gennaio 2009 Posted by Freddy at 23:11 25 comments

"Se non ci aiutate ce ne andiamo..."

Ricevo e pubblico immediatamente.

Parole "illuminate" dal portavoce da un ex funzionario della banca centrale irlandese, da un articolo del Telegraph:

"It is essential that we go to Europe and say we have a serious problem. We say, either we default or we pull out of Europe..."

"If Ireland continues hurtling down this road, which is close to default, the whole of Europe will be badly affected. The credibility of the euro will be badly affected. Then Spain might default, Italy and Greece..."

[...]

What is the difference between Iceland and Ireland?



Appena letto su Finfacts:

"What is the difference between Iceland and Ireland? One letter and about six months.


da: Irish Economy 2009: Irrational exuberance of the boom gives way to counterpart in grim times; Realists should prepare for decade of slow global growth.

Il Financial Times riprende la stessa frase e fa anche riferimento alla sbornia di capodanno (ma qualsiasi altro week end a caso andrebbe bene lo stesso):

Ireland has been unceremoniously shaken out of its New Year hangover.
[...]
"What is the difference between Iceland and Ireland? One letter and about six months.

da: Things fall apart.

Si fa anche riferimento al trattato di Lisbona e al nuovo referendum (quello con le schede YES/YES) come ultima spiaggia per non affogare...

domenica 11 gennaio 2009 Posted by Freddy at 17:47 7 comments

Dell: L'irlanda raccoglie i cocci e conta le perdite.

The Register ci propone un articolo che esprime senza mezzi termini quello che era gia' chiaro a tutti:

a) Mille operai per una catena di montaggio costano meno in un paese emergente

b) Meglio avere tante aziende che impiegano una cinquantina di persone che affidarsi a una o due aziende enormi che ne impiegano qualche migliaio

c) Per l'irlanda e' finita l'era delle "tute blu" della catena di montaggio e si deve aprire quella dei colletti bianchi, ma le universita' si devono adeguare visto che il numero di laureati comunque non e' sufficiente.

Un estratto:

The big theme emerging in many reports and commentaries is that the boom in semi-skilled assembly line jobs is well and truly over. There doesn't appear to be any other business likely to come to Ireland and employ 1,000 plus workers on an assembly line. It's cheaper to do it elsewhere, in a low-wage economy, and ship the goods to the geographies that would be served by an Irish base.

[...]

For suppliers like Dell that need a responsive assembly/manufacturing operation in the EU, the accession of Poland and other east European countries into the EU was a godsend; for Ireland, it has been a disaster. Where Dell is going other hi-tech employers may follow - Intel has a chip plant in Ireland, and HP makes printer cartridges there too.

[...]

For both of them the annual cost of an Irish worker will be more than the annual cost of a Polish worker. They too will be looking at the numbers and doing a what-if-we-moved-to-Poland spreadsheet calculation. The EU wants a level playing field, and limits what member countries do in the way of bribing businesses to come to them via grants, subsidies and tax concessions.

[...]

Unfortunately the EU does not enforce such a level playing field in pay, and that means new and low labour cost countries that join, like Poland, enjoy a few years of competitive employment advantage until their labour costs are equalised with the rest of the EU.

[...]the total EU demand for Dell computers now only needs one plant, and the one in Poland is it. When Irish workers benefitted from Ireland being a lower-cost place to put plants than the UK or France or Germany, they sipped their Guinness with relish. Now that Poland is doing to Ireland what Ireland did to other western European countries, they are crying into their beer. It's just how it goes.

[...]

A dawning realisation in Ireland is that it will have to expand university and technical college education. If it's a white collar future and not an assembly-line one, then that means the current generation of semi-skilled workers have had it. There's more of them than the country currently needs and they'll have to do the best they can whilst the country educates their children for the hi-tech R&D jobs.

Qui l'articolo completo.

giovedì 8 gennaio 2009 Posted by Freddy at 14:27 6 comments

Dell Limerick: 1900 to go

La befana che viene da lontano ed e' pure incazzata e' arrivata stamattina (in videoconferenza) e ha dato il benservito a 1900 persone che se ne dovranno andare dagli stabilimenti di Limerick tra Aprile 2009 e Gennaio 2010.

Il redundancy package (la liquidazione) sembra piuttosto magro: 6 settimane di stipendio a paga base per ogni anno di anzianita'.

La grossa sorpresa e che' la produzione pare si spostera' in Polonia, probabilmnete in quella fabrichetta cui facevo riferimento tempo fa.

Si stima inoltre che l'indotto subira' un contraccolpo che mettera' a rischio circa 6000 posti di lavoro.

Dell shuts Limerick factory and scraps 1,900 jobs
"Dell is closing its Limerick manufacturing facility, with the assembly plant's functions due to be transferred to a Polish plant in Lodz..."

Dell set to cut 1,900 Irish jobs
"Computer giant Dell is to cut 1,900 of the 3,000 jobs at its manufacturing site in Limerick in the Irish Republic..."

A quarter of Dell staff to be affected by April
"Almost a quarter of the staff within Dell will be gone by the end of April, Deputy Kieran O'Donnell has confirmed..."

Citizens information service urge Dell employees to make contact
"Following the announcement that 1,900 workers are to be made redundant in Dell over the coming year, Limerick Citizens Information Service is urging people to consult them on the options and entitlements available to them..."

Dell Limerick staff express their shock and disappointment...
"As thousands of Dell employees left the massive manufacturing facility following today's briefing with management the anguish was clear on their faces..."

The people of Limerick react to Dell news
"Leader Reporter John Hogan spoke to people on Limerick's streets this morning, following the news that 1,900 jobs are to go at Dell..."

mercoledì 7 gennaio 2009 Posted by Freddy at 22:50 8 comments

-1 alla "Dell Lottery"

Appurato che ormai i tagli sono inevitabili, domani Michael Dell dovrebbe scoprire le carte rivelando quale sara' la sorte dei "cavalieri del lavoro" in forza agli stabilimenti di Limerick.

Per la serie "La befana arriva da lontano ed e' pure incazzata"...

"The 3,000 employees at the manufacturing facility are to be briefed by company bosses at 9am in the morning.

Dell has not officially confirmed that such a meeting will take place but it is understood that details of the meeting were conveyed to staff in an email this Wednesday evening.

According to sources at the company its founder and CEO, Michael Dell, will adress the staff via a video link from the United States."

Articoletto qui.

mercoledì 24 dicembre 2008 Posted by Freddy at 08:52 3 comments

Merr(d)y Xmas from Dell

Praticamente lo spettro delle "grosse sorprese" della puntata precedente.

I politici locali volano in Texas per cercare di convincere Michael Dell a non ristrutturare la fabbrica di Limerick lasciando a casa 2000 dei 3000 dipendenti.

Non si esclude la possibilita' di mettere a disposizione dell'azienda fondi per "ricerca e sviluppo" (praticamente una bustarella di Stato).

Finfacts
The Register
RTE
IT Examiner

lunedì 15 dicembre 2008 Posted by Freddy at 18:34 11 comments

"Salvataggi di banche da parte dello Stato"

A.K.A. "Paperopoli" e "minchiateIrlandesi" avevano ragione, A.K.A. "Government to the rescue!".

Logico seguito di questo post, dove dicevo che non vedevo l'ora di leggere i giornali a Natale e di quest'altro post sul blog dei "Cavesi a Dublino" dove ebbe inizio la discussione, poi proseguita anche tra i commenti.

Il video tanto per fornire della musica appropriata da ascoltare come sottofondo.



The Australian
Ireland announces $13bn bank rescue

Belfast Telegraph
10bn rescue package for Irish banks

BBC News
Irish banks to be recapitalised

CNBC
Ireland to Invest Billions in Bank Recap

The Guardian
Ireland to invest up to 10 bln euros in banks

International Herald Tribune
Ireland to invest in bank recapitalisation

Irish Times
Government to underpin banks with Euro 10bn plan

Irish Times
Government announces Euro 10bn recapitalisation plan

Irish Times
Irish bank shares surge on Euro10 billion rescue plan

Irish Times
Plan will not expose taxpayer, says Lenihan

Irish Times
Opposition unconvinced by bank-guarantee plan

Newsday
Ireland's bank shares rise after Irish gov't pledges to invest up to euro10 billion in banks

lunedì 1 dicembre 2008 Posted by Freddy at 17:27 12 comments

Lisbona qualche mese dopo...

Forse, lentamente, si stanno rendendo conto.

sabato 29 novembre 2008 Posted by Freddy at 18:51 19 comments

La crisi dei consumi.

Una decina di giorni fa avevo letto due articoli contrapposti relativi allo stato del settore retail in irlanda e UK.

Nel primo articolo e relativamente all'irlanda, gli economisti locali si chiedevano con che criterio, in un clima di crisi dei consumi (si stima che sia la peggiore dal 1983 ad oggi), il governo abbia aumentato l'IVA (qui VAT) e tolto attraverso altre manovre soldi dalle tasche della gente.
Si portavano come esempio gli UK dove l'IVA era stata addirittura ribassata e dove la merce costa dal 30 al 60% in meno che qui.

Nel secondo articolo invece la campana dagli UK suonava diversamente: in un periodo di crisi come questo ribassare l'IVA e' una fesseria che non giova assolutamente ai consumi. Si portava come esempio la germania dove un taglio del 25% dei prezzi della merce non aveva sortito effetti positivi.

Ieri leggo un terzo articolo con titoli a tutta pagina tipo "Crisi dei consumi". Succede che da qualche anno a questa parte la gente si e' resa conto che e' piu' economico andare a fare debiti per lo shopping natalizio in irlanda del nord.

In periodi non natalizi la gente era solita andare in pellegrinaggio alle rivendite di alcolici oltre frontiera per comprare piu' birra allo stesso prezzo, tanto che un paio di anni fa cercarono di legiferare in merito (non mi ricordo cosa ne sia venuto fuori).

Comunque tornando all'articolo di cui sopra, vi si potevano leggere varie fesserie tipo: "bisogna essere patrioti e spendere in irlanda", "se non comprate da noi (con i prezzi maggiorati dell'X%) poi saremo costretti a licenziare personale" e cosi' via.

L'impressione che ho e' che l'irlanda sia una terra dove tutti speculano sulla pelle dei fessi (di qualsiasi nazionalita') che ci vivono, piu' precisamente una colonia degli UK, dove la dominazione stavolta avviene attraverso l'imposizione di prodotti, marchi e catene britanniche.

Ma la cosa assurda e' che questo fenomeno non e' limitato agli stracci di H&M perche' nei negozi si vendono PATATE e CAROTE made in UK: cioe' con tutti i farmer che ci sono le patate arrivano dall'irlanda del nord (se non peggio)...

E il governo che fa? Niente, come al solito sta a guardare senza fare controlli, senza imporre dei tetti ai prezzi (dopotutto siamo in regime di libero mercato) e lasciando che ognuno venda al prezzo che vuole.

Pero' se dopo che ti sei guardato in giro vai a fare shopping negli UK rifiutandoti di pagare la stessa merce il 60% in piu', beh allora non sei un patriota...

lunedì 17 novembre 2008 Posted by RealityShow at 13:08 12 comments

Obama si, Obama no...

Da ben prima delle elezioni presidenziali negli USA, alcuni sondaggi e opinioni raccolti in Irlanda hanno fatto vedere come Obama qui fosse il netto favorito dell'opinione pubblica.
L'uomo nuovo, una svolta dopo Bush, il ribelle, ha origini irlandesi, eccetera...

http://www.rte.ie/news/2007/0315/obamab.html
http://www.bilerico.com/2008/11/ireland_hearts_obama.php

Adesso pero' Mr. Obama si trova a fronteggiare gli enormi debiti e la crisi finanziaria del suo Paese, e uno dei provvedimenti che la sua amministrazione sembra essere indirizzata a fare e' la massiccia riduzione dei benefici fiscali delle aziende americane che hanno sedi al di fuori degli Stati Uniti, e costringerle a pagare le tasse in toto o quasi al fisco americano.
Per chi ancora non lo sapesse una proporzione enorme del gettito fiscale del governo irlandese deriva dagli introiti che le aziende americane fanno figurare nelle loro sedi in irlanda, aggirando cosi' il sistema fiscale americano.
Immaginate cosa succederebbe se ci fosse effettivamente un giro di vite sulle politiche fiscali offshore da parte degli USA, non aggiungo altro... qualcuno pero' inizia a porsi alcune domande...

http://www.businessworld.ie/livenews.htm?a=2345180;s=rollingnews.htm

Penso anche che se l'Irlanda dovesse esser magicamente risparmiata da queste iniziative, qualcuno negli altri Paesi del mondo potrebbe anche cominciare a incazzarsi parecchio.

Forse tra non molto Obama qui non sara' piu' cosi' popolare?

giovedì 16 ottobre 2008 Posted by Freddy at 13:29 16 comments

Aumenta tutto...

"Fai un posto sul budget, fai un post sul budget..."

E facciamolo sto post sul budget...

Allora, prendendo in considerazione l'italiano tipo che vive a Dublino, cioe' il single senza debiti la situazione e' piu' o meno quella che segue.

Note positive:
  • La fascia di reddito tassabile al 20% forse verra' allargata di un migliaio di euro.
  • Il bollo su ATM cards (il bancomat) e carte di debito viene dimezzato.
    Come a dire: "spendete stronzi, fate guadagnare commissioni alle banche, altro che file patetiche agli ATM per prelevare 10 euro".

Note negative:
  • Tassa una tantum sul reddito (1% fino a 100.100 euro, 2% sulla differenza)
  • Tassa sui parcheggi (forse ho capito male)
  • Aumenta l'IVA
  • Aumenta l'accisa sul carburante
  • Aumenta l'accisa sugli alcolici
  • Aumenta l'accisa sul tabacco
  • Aumenta le tasse sul capital gain
  • Aumentano le tasse sui depositi
  • Aumenta il bollo sulla macchina
  • Aumentano le tasse aeroportuali
  • Aumentano le tasse sulle scommesse
  • E altri aumenti che non mi ricordo
Ci sono una serie di relief per chi ha un mutuo in corso, per chi apre una startup e altro, ma difficilmente (a parte qualche psicolabile che ha comprato casa) i connazionali ne beneficeranno.

Per chi volesse approfondire:

Il discorso del ministro delle finanze
Le misure da intraprendere

E come diceva Toto' "Ergo, a partire da oggi..."

martedì 7 ottobre 2008 Posted by Freddy at 14:37 31 comments

La fine della favola...

In questo articolo apparso su Finfacts si fa un riassunto della situazione economica del paese, sottolinenando come la necessita' di fornire al sistema bancario una garanzia di Stato, faccia calare il sipario sulla favola in cui l'irlanda e' vissuta fino alla settimana scorsa.

Ci sarebbero troppe parti da riportare, comunque l'articolo pone l'accento su:

- Dipendenza dagli investitori stranieri (che non hanno nessun interesse nell'economia del paese)
- Sopravvalutazione degli immobili e della terra
- Uso sfrenato dell'indebitamento come fonte di ricchezza
- Speculazione da parte dello Stato sui first time buyers
- Speculazione sugli immobili da parte di gente comune
- Propaganda (aka "le cose vanno bene")
- Industria edilizia
- Occupazione
- Classe politica
- Propaganda 2 (aka "le cose vanno ancora bene"), e molto altro.

Tornando a quello che qualcuno ha chiamato fantasiosamente "mio personale universo parallelo" ribadisco ancora una volta che quando un anno e mezzo fa dicevo che un'economia basata su investimenti stranieri, immobili ipervalutati e indebitamento selvaggio era destinata al fallimento, poiche' troppo sensibile a fattori esterni non direttamente controllabili, le reazioni furono:

Risate in faccia, "Non capisci un cazzo", "Sei un coglione", "Sei uno sfigato", "Va tutto benissimo, se non ti sta bene vattene" e la migliore di tutte "Smettiamola di parlare di economia all'acqua di rose, vedrai che tra un anno esatto avrai grosse sorprese".

Nella mia "ignoranza", avevo toccato alcuni degli argomenti sostenuti da questo signore qui, ben piu' preparato di me, e da tanti altri suoi colleghi, che avevano ricevuto piu' o meno il mio stesso trattamento. Scaremongers li chiamavano.

Per chi dice "Eh, ma e' colpa della crisi americana" e "Eh, ma guarda che anche in altri paesi si sta male...", facciamo un discorso da bar: certo che e' colpa della crisi americana.

Non e' forse la crisi americana uno dei fattori esterni non direttamente controllabili capaci di portare un'economia basata sul nulla al fallimento?

Cosa c'e' di meglio del crollo di un'economia basata su un castello di carte per portare al fallimento un'altra economia basata su un castello di carte?

Poi stando a quello che si puo' leggere aprendo i giornali dell'irlanda dove vive "Todd", le banche irlandesi sembrerebbero essere particolarmente esposte nei confronti di quelle USA, quindi ci sarebbe da chiedersi se qui non sia peggio che altrove.

Comunque, come ho gia' detto, non vedo l'ora di leggerli a Natale i giornali.

lunedì 6 ottobre 2008 Posted by Freddy at 15:17 6 comments

Menonovemiliardiemezzo and counting...

Per la serie la realta' supera sempre la fantasia...

Finfacts
The Herald

Mi e' giunta voce che per il 14 ottobre ingaggeranno dei cabarettisti per comunicare quali saranno i provvedimenti da intraprendere per chiudere la stalla dopo che i cavalli sono scappati.

venerdì 26 settembre 2008 Posted by Freddy at 16:34 11 comments

Menosettemiliardidieuro and counting

Facciamo un breve riassunto:

Molti mesi fa: Abbiamo incassato un miliardo di euro di tasse meno del previsto, ma le cose vanno benissimo.

Qualche mese fa: Abbiamo incassato tre miliardi di euro di tasse meno del previsto, ma le cose vanno bene.

Venti giorni fa: Ci siamo sbagliati, sono cinque miliardi in meno... Sorry about that. Recessione? Voci infondate, non parliamo male dell'economia, siamo i migliori lavor...

Oggi: Ripensandoci sarebbero sette 'sti miliardi in meno e c'e' la *coff*rece*coff*ssione. Sorry about that, have a nice day.

Non vedo l'ora di leggere i giornali sotto natale...